Elettrodomestici sempre più longevi
Le abitudini all’acquisto degli italiani cambiano, influenzati anche da una crisi che lascia poco spazio all’acquisto “di pancia” e predilige compere più ragionate. Così anche gli elettrodomestici e le apparecchiature hi tech sembrano vivere più vite, almeno stando allo studio condotto da Findomestic.
Gli unici gadget tecnologici che seguono imperterriti le mode e le tendenze del momento sono gli smartphone e i pc, per i quali gli italiani preferiscono accaparrarsi la novità, piuttosto che cercare di aggiustarli. Si evidenzia in pratica una doppia tendenza che va in direzione opposta a seconda dell’apparecchio considerato: soltanto il 10% degli intervistati dichiara infatti di cambiare il frigo o la lavatrice con modelli nuovi, se i vecchi sono ancora funzionanti, mentre il 32% cambia il pc con uno nuovo anche se il vecchio funziona ancora e quasi il 50% cambia il cellulare nonostante il precedente funzioni ancora correttamente.
Il problema per gli elettrodomestici è che invece vengono sostituiti molto lentamente, il che comporta mal funzionamenti e relativi aumenti di consumi e energia. L’Osservatorio Ceced Italia 2012 ha sottolineato come nel nostro Paese ci siano circa 20 milioni di elettrodomestici obsoleti, quindi con più di dieci anni di vita. La loro sostituzione comporterebbe l’eliminazione di ben 2,3 milioni di tonnellate di anidride carbonica. In media infatti gli elettrodomestici vengono cambiati dopo otto anni, una longeva vita assicurata da riparazioni varie per ridare l’antico lustro, senza dover spendere nell’acquisto del nuovo.
Calano di conseguenza le intenzioni all’acquisto: gli elettrodomestici quali frigo e lavatrici scendono al 13,6%, mentre televisori e impianti stereo si attestano al 18,2%. Anche i piccoli elettrodomestici risentono del trend generale e per frullatori e friggitrici ad esempio si ha intenzione di spendere solo 13 euro.
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Il fax
Il telefax, per gli amici fax, ci appare oggi come un oggetto di antiquariato digitale – ha già 160 anni! – presenza fissa in uffici privati e pubblici. Uno strano ibrido tra un telegrafo, un telefono e una fotocopiatrice, che riceve e trasmette copie di documenti ed immagini. In pochi però conoscono la storia di questo dispositivo, una storia in cui l’Italia ha avuto un ruolo molto importante.
Storia
Come accadde anche per l’invenzione del telefono, le origini del fax sono attribuite a più inventori, sia l’inventore scozzese Alexander Bain, che nel 1843 brevettò una macchina che si azionava in maniera elettromeccanica tramite un pendolo, sia lo svizzero Puthomme, il quale nello stesso anno depositò invece il brevetto per inviare documenti scritti via telegrafo. Il primo vero prototipo funzionante di telefax è tuttavia il pantelegrafo dell’abate Giovanni Caselli, che come l’apparecchio odierno poteva trasmettere a distanza immagini statiche. Grazie a questo macchinario vennero trasmessi 4800 dispacci tra Parigi e Lione, dato che Caselli presentò il pantelegrafo all’attenzione di Napoleone III. I brevetti internazionali successivi permisero man mano di velocizzare e perfezionare il processo di trasmissione.
Il fax oggi
Ai giorni nostri il fax, pur con quasi due secoli di storia alle spalle, rimane uno strumento importante dal punto di vista professionale, in quanto ai documenti via fax è riconosciuto un valore amministrativo e legale; per le e-mail ciò avviene solo in caso di mail certificata. Per un ufficio il dispositivo può generare dei costi rilevanti, in termini di elettricità, carta ed inchiostro. C’è da aggiungere che i modelli più evoluti si stanno integrando con la rete, e perciò consentono l’interazione tra caselle di posta digitali e relativi allegati e ricezione/invio di fax.
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Bye bye Messenger
La data di disattivazione pare essere stata fissata ad aprile e questa volta non é la solita bufala che da qualche anno girava sul web. I servizi di Messanger migreranno su Skype, ma Microsoft ci tiene a precisare che in questo switch non andranno persi i contatti, ma le funzionalità di Messenger si uniranno a quelle di Skype. In sostanza lanciando l’aggiornamento a Skype e accedendo con l’account Microsoft, come l’ID di Messenger, si avrà accesso a tutti i contatti precedenti. Per il momento Messenger funziona come prima, anche se già si vede un banner contenente le informazioni circa il nuovo aggiornamento e si può già procedere con l’installazione di Skype e la conseguente disattivazione di Messenger.
Non si è ancora capito bene quando la applicazioni verranno disattivate, perché la data dell’8 aprile si riferisce solo al client desktop e non alle app per Windows 8 e Windows Phone. Chi sta utilizzando il nuovo sistema operativo ha già evidenziato dei problemi, legati al collegamento Facebook all’account Skype o alla ricezione di messaggi di spam. Vedremo alla definitiva disattivazione del servizio se queste problematiche saranno state risolte.
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Le schede telefoniche
La prima scheda venne introdotta nel 1976, come soluzione per ovviare al problema dei furti dei gettoni nelle cabine e perché più facile da portarsi dietro. Il vero e proprio boom coincide con l’introduzione, negli anni Ottanta, del telefono Rotor e anche la stessa scheda subisce notevoli modifiche, culminate poi con il passaggio dalla lira all’euro. Tra le modifiche delle schede ricordiamo ad esempio il passaggio dalla scheda a strisce bianche, blu e nere a quelle meramente pubblicitarie. Le schede telefoniche divennero ben presto oggetto per collezionisti, una mania che andò sempre più scemando parallelamente alla diffusione dei cellulari. Si distinguono sulla base dei temi che vi erano rappresentati le schede telefoniche più comuni, quelle cioè che recavano la pubblicità della Sip e dei suoi servizi, da quelle tematiche, in cui il soggetto riprendeva temi artistici o culturali. Particolarmente apprezzate erano le schede speciali, realizzate in tirature limitate in occasioni di grandi eventi, quali i mondiali Italia 90 o per le Olimpiadi di Atlanta nel 1996. Il valore di queste schede era legato non solo alla loro tiratura, ma anche alle condizioni in cui versava: più nuova era, maggiore valore commerciale possedeva, meglio ancora con il talloncino integro. Per un certo periodo la Telecom ha messo a disposizione un servizio per i collezionisti delle schede telefoniche: un archivio completo, dal quale era possibile anche acquistarle.
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Il Bigrigio
Un modo completamente diverso di approcciarsi alla comunicazione telefonica, rispetto a quello odierno; si infilava il dito nella casella corrispondente al numero scelto nel disco e lo si ruotava. E così avanti per tutti i numeri. Un modo essenziale per stabilire la comunicazione, tramite impulsi elettrici, un tempo in cui si ricordavano a memoria i numeri telefonici degli amici più cari o del ragazzo/a. In realtá il bigrigio era disponibile anche in vari colori, ma il più diffuso era proprio quello con il corpo dei colore grigio chiaro e la cornetta grigio scuro.
Oggi il bigrigio appare antiquato, nonostante di tempo in realtà non ne sia passato neanche così tanto. Ma la comunicazione, così come le innovazioni tecnologiche, viaggia a velocità sostenuta e nel 1985 venne sostituito dal Pulsar con la tastiera che sostituiva il disco. Ma questa è tutta un’altra storia…
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Lingue in via d’estinzione
Dal rapporto “La lingua italiana nell’era digitale” dell’Istituto di linguistica computazionale del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa si evince come almeno due terzi delle lingue presenti in Europa potrebbero scomparire dal mondo di internet. Tra queste l’italiano, nonostante la percentuale delle pagine web nella nostra lingua sia cresciuta molto a livello mondiale; Nicoletta Calzolari dell’IIC-Cnr riferisce che nel 1998 le pagine in italiano erano appena l’1,5%, nel 2005 siamo arrivati al 3,05%.
In sostanza le pagine sono cresciute si, ma il numero degli utenti in Italia è rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi cinque anni, fatto che va in controtendenza con quanto accade ad esempio nei Paesi in via di sviluppo. La crescita di chi naviga è stata dal 2000 al 2010 del ben 127,5%, ma questo non basta ad assicurare lunga vita all’italiano, perché è aumentata di contro anche la presenza sul web di coloro che parlano inglese. Lo studio ha analizzato 30 lingue e di queste ben 21 si attestano nel livello più basso, perché mancano ad esempio motori di ricerca in quella lingua, o sistemi di traduzione, o ancora presenza dell’idioma per lo smartphone. Il maltese, l’islandese, il lituano e il lettone si trovano al livello più basso, seguite poi dal basco, dal bulgaro, dal greco, dal polacco, dall’ungherese, dal catalano.
La lingua più al “sicuro” è ovviamente l’inglese, poi l’olandese, il francese, il tedesco, l’italiano e lo spagnolo. Attenzione però: le lingue europee ai primi posti, o che comunque hanno ottenuto risultati positivi come l’italiano, non saranno esenti dal problema “estinzione”, dato che internet si basa di approcci statistici e quando i dati in un lingua sono pochi, le tecnologie sono di più bassa qualità, creando così un circolo vizioso con un uso della lingua in questione ancora più limitato.
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Ultimi dati sulla comunicazione digitale
I dati pubblicati dal decimo censimento CENSIS/UCSI sul mondo della comunicazione in Italia hanno dimostrato che il futuro della comunicazione in Italia è digitale. Il rapporto ha evidenziato che internet è in grande evoluzione e che gli stili di vita degli italiani nell’era digitale si stanno trasformando. In sintesi dal censimento é emerso che l’informazione online è in forte espansione, mentre sia TV che carta stampata arrancano. Inoltre il rapporto ha evidenziato che nei giovani oramai la comunicazione è quasi esclusivamente digitale.
Internet rispetto a solo un anno fa ha registrato un incremento del 9%, arrivando ad una quota di mercato del 62,1% degli italiani. Solamente dieci anni fa la percentuale si aggirava intorno al 27%. Nonostante il media più diffuso sia ancora la TV con un pubblico che coincide quasi con l’intera popolazione (98,3%), non è da sottovalutare il fatto che sempre meno giovani la accendono preferendo invece i media digitali. Così anche la TV si sposta sempre più in rete. La web TV infatti è cresciuta dell’1,2% e la mobile tv dell’1,6%. Un altro canale molto importante è You Tube, del quale si serve ben il 42,4% della popolazione italiana per costruirsi i propri palinsesti.La carta stampata invece è in forte caduta. Sempre più giovani preferiscono informarsi sul web. In un solo anno (tra il 2011 e il 2012) i lettori di quotidiani tra i 14 e i 29 anni sono diminuiti dell’1,4%. Cinque anni fa era il 67% della popolazione italiana che leggeva quotidianamente i giornali. Oggi invece è solo il 45,5%.
Inoltre il rapporto Censis/Ucsi ‘I media siamo noi’, promosso da 3 Italia, Mediaset, Mondadori, Rai e Telecom Italia e presentato il 3 ottobre a Roma presso la Sala Capitolare del Senato da Giuseppe De Rita e Giuseppe Roma, Presidente e Direttore Generale del Censis, ha annunciato l’inizio dell’era biomediatica, in cui internet e le connessioni mobili mettono sempre più al centro l’individuo e l’utente diventa contenuto.
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I caratteri mobili
Uno degli inventori più importanti della storia è senza dubbio Johann Gutenberg. Il tipografo tedesco inventò la stampa a caratteri mobili, che rivoluzionò totalmente il mondo dell’editoria. L’innovazione stava nella possibilità di riutilizzare i caratteri. Prima dell’invenzione di Gutenberg per stampare veniva usata la tecnica della xilografia. Le matrici di stampa venivano ricavate da un unico pezzo di legno, che permetteva di stampare sempre la stessa pagina. Un altro deficit di questa tecnica era che la matrice si rompeva molto spesso. Il procedimento di stampa di Gutenberg invece consisteva nell’allineare i singoli caratteri permettendo così di formare una pagina, la quale veniva cosparsa di inchiostro e poi pressata su un foglio di carta. La macchina che Gutenberg utilizzò per la stampa derivava dalle presse a vite, che venivano utilizzate per la produzione del vino. La lega tipografica per i caratteri era formata da piombo, antimonio e stagno. La lega raffreddava velocemente e resisteva molto bene alla pressione esercitata dalla stampa. La tecnica realizzata da Gutenberg era di gran lunga migliore a quelle usate fino ad allora. Ecco il motivo per cui si diffuse rapidamente in tutta Europa. Le prime stampe del tipografo di Magonza si dividono in due gruppi principali. Da un lato le opere minori, come calendari e dizionari, dall’altro invece il capolavoro di 1282 pagine a stampa, la Bibbia in latino.
Solamente 50 anni dopo la sua geniale invenzione, che permetteva di stampare in maniera più economica e veloce, erano stati stampati 30.000 libri e 12.000.000 copie totali. Inoltre Gutenberg contribuì in modo fondamentale all’alfabetizzazione di massa. I teorici delle scienze di comunicazione attribuiscono a questa invenzione una grandissima importanza definendo quell’invenzione l’inizio di una nuova epoca dello sviluppo della comunicazione umana.
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Uno dei servizi di messaggistica istantanea più diffuso al mondo, WhatsApp, rende noto che i messaggi che ogni giorno vengono inviati sono ben 10 miliardi. D’altronde l’applicazione é disponibile praticamente quasi per tutti i dispositivi, dal Windows Phone, all’Android, ad alcuni Nokia e ovviamente per iPhone. Nello specifico sono 4 miliardi i messaggi che puntualmente vengono inviati dagli smartphone e 6 miliardi quelli che riceve il dispositivo.
Parliamo di cifre da capogiro che mettono in allerta le compagnie telefoniche: nel giro di poco queste hanno perso una grandissima fonte di introiti, legata appunto ai servizi di messaggistica. Eppure le cose cambiano velocemente e con l’arrivo dei tanti gestori di messaggistica istantanea gratuita, di cui WhatsApp è solo un esempio, ricordiamo poi Viber, Skype, Facebook Messanger e tantissimi altri, la vecchia abitudine di inviare sms (a pagamento) ha lasciato il posto a una nuova forma di comunicazione, immediata, gratuita e sicura. E proprio il capitolo sicurezza che sembrava essere una pecca dello stesso WhatsApp, sembra essere stato risolto. Il problema nasceva dal fatto che i messaggi inviati tramite la celebre piattaforma potevano venire intercettati da terzi. Ecco allora che WhatsApp ha iniziato da poco a criptare i messaggi, garantendo così la sicurezza dei testi inviati. I numeri di telefono però non sono criptati, quindi esiste la possibilità che possano venire intercettati.
Le prospettive per i servizi di messaggistica istantanea sono ottime, tanto che la stessa Apple ha integrato il sistema Messaggi nella versione 10.8.2 in modo tale che sarà possibile inviare e ricevere anche al numero di telefono. Gli sms non hanno neanche compiuto i loro primi 20 anni (il “compleanno” é il 3 dicembre prossimo) che già sono obsoleti.
Internet
Immaginarci oggi una vita senza internet appare strano e impensabile. Eppure internet è un’invenzione recente e il suo sviluppo come lo conosciamo oggi risale ai primi anni Novanta. Il tutto ebbe inizio negli anni Sessanta negli Stati Uniti quando vide la luce ARPANET, un sistema per collegare tutti i computer tra di loro, per volere dell’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa statunitense. Erano infatti gli anni della guerra fredda e gli Stati Uniti avevano bisogno di un sistema di difesa contro l’Unione Sovietica.
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La posta elettronica nacque per intervento di Ray Tomlinson nel 1971, gli emoticons il 12 aprile del 1979 grazie a Kevin MacKenzie. ARPANET ben presto si allargò anche oltre oceano e nel 1982, grazie al nuovo protocollo TCP/IP si istituì il primo collegamento con la Norvegia e pochi mesi dopo con la Gran Bretagna. L’Italia fu il terzo paese a connettersi da Pisa il 30 aprile del 1986, grazie alla presenza di un gruppo di ricercatori molto affermato. L’Europa iniziò allora ad aggiornare il nuovo protocollo e il CERN ne fu incaricato. E fu proprio al CERN che nel 1990 fu sviluppato da Tim Bernes-Lee il sistema di condivisione in ipertesto WWW, codificando il protocollo HTTP.
È esaltante seguire le vicende, le intenzioni e le visione utopiche di tanti precursori che già molto tempo prima immaginavano ipertesti e interfacce grafiche. Il percorso di internet nasce infatti dalle intuizioni e dai sogni di tanti ricercatori e scienziati, ma é solo nel 1995 che si fa largo nel mondo il nuovo modo di comunicare, grazie anche alla diffusione in massa dei nuovi computer. L’evoluzione di internet non si ferma e sempre nuove e esaltanti frontiere verranno varcate in un mondo oramai sempre più vicino e sempre più connesso con circa 2 miliardi di utenti connessi.







